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ieci
anni fa i principi Asburgo Lorena decisero di aprire
un ristorante a Firenze: La Giostra.
La notizia di un nobil casato alle prese con piatti
e tovaglioli fece scalpore, ma non per tutti. Gli amici
che erano soliti riunirsi intorno alla tavola del principe
al Castello di Barberino Val d'Elsa, nel Chianti, glielo
avevano suggerito spesso. I ristoratori riforniti con
olio d'oliva, vino e altri prodotti di quelle tenute
lo avevano temuto da quando lui cominciò a chiedere
(e ottenere) alcune ricette dei loro chef. |
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Il figlio
Soldano
che cura personalmente la cantina,
sapeva che quella passione avrebbe finito per contagiarlo
e coinvolgerlo in un'attività
a tempo pieno. Passione che nasce a Vienna, quando la
nonna conduceva il nipote nelle cucine del castello
e allontanata la servitù gli mostrava una "grande
magia": la lievitazione naturale dei krapfen .
Un fantastico incantesimo che stregò il giovane
principe,destinato a una vita a curiosare tra antichi manoscritti
di ricette, aneddoti, suggerimenti per preparare i piatti della tradizione Lorenese e Asburgica.
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"Le scienze non sono come Minerva che uscì armata
di tutto punto dal cervello di Giove, sono figlie del tempo",
ecco il segreto de La Giostra. Ci si aspetta una cucina tipica
e si assaggiano sapori nuovi, antichi centinaia di anni.
I sapori di una Toscana dimenticata, quando ancora al posto
del ristorante i locali sormontati da archi cinquecenteschi
a mattoncini rossi ospitavano la giostra di piazza Salvemini,
da cui il nome. Dove riposavano luccicanti cavallini oggi ci
sono appena sedici tavoli ai quali siedono coppie d'innamorati,
belle donne, ospiti famosi, talvolta intere compagnie teatrali...
Tutti, accomunati dal gusto per la buona tavola e dal piacere
di una raffinata ospitalità: in un'atmosfera "homley",
di casa, calda e informale.
Merito del figlio del principe, anzitutto. Merito dei lusinghieri
giudizi della stampa
specializzata. Merito dello storico chef Ubaldo Tonarelli, fiorentino
oggi affiancato dal talento giapponese di Aruki Igari. Merito
della signora Liliana che ogni mattina presto impasta pappardelle,
taglierini e ravioli alla maniera bolognese. Una allegra brigata
di dispensatori di gioia... Perché il cibo è necessario e sceglierlo è un privilegio, ma cucinarlo è arte. |
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