Alla Giostra, discepoli fedeli del verso del poeta fiorentino Francesco Redi, si mesce il vino in ampi calici, non senza averli prima debitamente avvinati e non senza aver decantato la bottiglia alla maniera dei sommelier, travasando il vino alla luce di una candela per verificarne la limpidezza. Ma la cura dei particolari comincia già dalla cantina, mantenuta silenziosa come una biblioteca a una temperatura costante di 12-13 gradi, buia, umida e ben areata.
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